Nuraghe Diana posto a 35 Mt s.l.m sulla collina di is mortorius carta IGM foglio n° 557 sez. ll Quartu Sant'Elena
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Nuraxi janna e il nome originale (janna = porta) sicuramente il nome e stato col tempo modificato anche perché e facile passare da janna a diana. Il Nuraghe e posto in posizione dominante sul promontorio di fronte alla costa dove si trova un vero e proprio porticciolo naturale di cui esistono ancora i ruderi del villaggio pescatori che fino a qualche decennio fa animavano la tonnara. Sono molti gli studiosi che avvalgono la tesi che il nuraghe fosse a protezione e controllo di uno scalo nuragico importante. Non a caso nell’ultimo conflitto mondiale la zona venne militarizzata con la costruzione di diversi fortini che purtroppo hanno brutalizzato i siti archeologici della zona Che già i nuragici avevano scelto come posizione strategica, vedi la costruzione della torretta proprio sopra il mastio del Nuraghe Diana facente parte della così detta “ batteria faldi”altri scempi nel nuraghe is Meris costruendo un nuraghe fac simile e cancellando l’originale.
.Il Nuraghe Diana di tipo complesso, come vediamo sulla pianta qui a fianco e costituito da un tholos o mastio principale (A) e da tue torri minori (B-C ) collegate tra di loro da una cortina muraria conferendo al complesso una forma triangolare. Al centro troviamo ben conservato un cortile a cielo aperto in forma quadrangolare che da l’accesso ai vari ambienti. L’ingresso al Nuraghe si apre a sudest e nel corridoio troviamo due nicchie ricavate nello spessore murario , continuando si accede al cortile; subito a destra l’accesso per la torre (B) a sinistra l’accesso per la torre (C) più avanti sui vertici del cortile di fianco al Mastio a destra l’accesso per la scala intramuraria che portava ai piani superiori a sinistra l’accesso al vano(D)seguendo in linea retta nella parete frontale troviamo l’accesso al Mastio (A) superato il corridoio dello spessore murario troviamo la cella caratterizzata da due nicchie incavate nello spessore murario poste a est e a ovest nella circonferenza della camera.
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L’imponente opera si attesta tra i nuraghi di tipo Complesso Trilobato meglio conservato nel territorio Quartese. Nel quadro cronologico è inquadrato tra la fase del Bronzo Finale è la prima Età del ferro 1100 1300 a. C. Si può constatare che la sua formula architettonica è impiantata in un unico ed esclusivo progetto di realizzazione. Questa peculiarità costruttiva lo rende degno di lode nella sua unicità, rispetto alla più frequente tecnica di messa in opera; che al Mastio primitivo venivano poi immesse altre Torri minori.Altri dettagli edilizi che mettono in risalto l’ingegno costruttivo, sono i massi ,collocati nelle quote superiori della stessa costruzione, che si presentano in alcune parti più grandi di quelli sottostanti. Questo prospetta una tecnica veramente insolita in controtendenza alla leggi che le forze sviluppano nei carichi sovrapposti.Un’altra singolarità si può notare nella torre principale ( mastio ) La parte superiore,della falsa volta del Tholos è stata ricostruita in un altro periodo, in circostanze a noi sconosciute (forse un possibile crollo ) Si potrebbe allacciare questa condizione al fatto che il complesso per un lungo periodo non sia stato frequentato ( sempre per motivi ancora sconosciuti )e di conseguenza poi rimesso ad uso e debito alle sue funzioni di sempre.Il distintivo ingresso al nuraghe Diana lo rende davvero pregevole. L’ architrave e i sostegni laterali sono stati realizzati con dei massi ciclopici di notevole peso, che lo rendono tipico e assomigliante ad un ingresso a impronta Dolmen.Nel particolare dell’architrave interno al mastio sono da ammirare i massi collocati come una corona. Questa cornice esalta l’abilità costruttiva connessa nell’offrire anche la bellezza visiva architettonica.Di notevole fattura sono anche le finestre di scarico all’interno del mastio, i massi costituenti, sono stati accuratamente scelti e lavorati finemente, per conferirgli un prezioso aspetto. Si può poi osservare dalla foto, che la nicchia di sinistra del mastio, presenta la parete posteriore sfondata e sottoposta a dei scavi clandestini. Nel loro scempio hanno però il merito di aver scavato un lunghissimo tunnel a ridosso di una inesplorata parete o cinta murariaAnche il vano D nicchia cortina chiamata anche vano vandali è stata soggetta a degli scavi clandestini. I tombaroli che hanno eseguito questi scavi abusivi ad alto rischio con maestranza professionale, erano spinti da il misterioso tesoro che il nuraghe Diana custodiva con le sue anime dannate, nel leggendario racconto popolare Quartese.Il capolavoro di ingegno costruttivo dell’opera Monumentale del nuraghe Diana rispecchia fedelmente ancora oggi , un’identità che contraddistingue il popolo Quartese per le loro capacità e abilità tecniche architettoniche.
Nuraxi Janna
Ipotetica ricostruzione del Nuraghe
Ingresso Nuraghe Particolare architravatura tipo dolmen
vista dal Nuraghe Diana sul porticciolo e l'ex tonnara
Particolare della cella torre B probabilmente adibita a cucina
Ingresso Nuraghe dall'interno
Garetta di sinistra
Garetta di destra
Ingresso torre C
Ingresso torre B
Ingresso Vano D Ingresso vano scala
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