Tratto Dal
Libro “DESCRIZIONE GEOGRAFICA DELLA SARDEGNA” di Giuseppe Cossu 1799. Vedesi
Vedesi sopra la cima d'un monte la torre di Cala Sareina(Cala Regina) rotonda verso il
mezzogiorno, la quale viene custodita da soldati che ricevono i segnali dalla
precedente, e li mandano a Carcangiolas. Lasciata questa torre, e fatto un
miglio di cammino per costiera aspra si passa la spiaggia Gabita sassosa, indi
girasi la punta di Murta dolce, e quella del Mortorio, in fine della quale avanzandosi
una punta di rocche vedesi la torre del Mortorio detta di Nuraxianna rotonda
verso il libeccio custodita da soldati, che ricevono i segnali dalla torre di
Monte Finocchio, e li passano a quella di S. Andrea; contornando la suddetta
rocca si passa una lunga trissa di scogli, che cuoprono la cala del Mortorio da
tutti i venti. Lasciati poscia i monti, si passa la spiaggia di Noraghes bassa,
ed arenosa con diverse punte, traile quali sbocca la foce del fiume di
Noragianna, che serpeggia per vasta pianura incolta; siegue quella de'
Maccheroni come l'antecedente, per cui passasi la foce del fiume di Frumini
abbondante d'acqua, e principia la spiaggia di Quarto arenosa detta di S.
Andrea bassa come quella di sopra, ove vedesi una piccola cappella dedicata al
suddetto Santo distante mezzo miglio dal lido sopra un vastissimo piano ben
coltivato. Seguendo la medesima si trova la punta di S. Andrea con diversi
scoglietti rotonda, sopra il di cui piano è situata la torre di S. Andrea in
faccia al mezzogiorno custodita da soldati, che fanno i segnali a quella di
Foggia Sicia, e li ricevono da quella di Noraxianna. Continuando il cammino per
detta spiaggia, che va piegando in seno verso mezzogiorno, si passa una punta,
e fatte due miglia si trova la torre di Foggia Sicia (Torre di Foxi) situata in
terreno piano sopra le arene del mare rotonda verso il levante, che riceve i
segnali dalla torre di Carcangiolas. Seguendo detta spiaggia si trova fatte due
miglia la torre di Carcangiolas postata sopra una piccola rupe d'arena, rotonda
verso mezzogiorno, dietro di aii distante un mezzo miglio trovasi lo stagno di
Quarto.
Le Torri Costiere
furono realizzate tra il XV e il XVI
secolo come sistema difensivo contro gli sbarchi dei barbareschi. Le
costruzioni iniziarono per volere di Carlo V, in seguito nel 1583 il parlamento
Sardo Convocato dal Viceré Don Miguel de Moncada con Supplica a Filippo II (successore
di Carlo V) per la costituzione della Regia Amministrazione Delle Torri, fu accolto
nel 1587. L’amministrazione si finanziava con una tassa imposta sulle merci
esportate dall’isola, un reale (arriali) ogni “quintar” (unità di misura
spagnola Circa 45 kg) di grano,formaggio,ecc.
La Regia Amministrazione Delle Torri rimase attiva fino alla
successione Sabauda dal 1720 fino alla sua abolizione nel 1843.
Dislocate strategicamente lungo il perimetro costiero dell’isola,
si costruirono tre tipologie di torri:
Torre Gallardas, grosse torri per difesa pesante dotate di 4
cannoni , 2 spingarde,5 fucili. La guarnigione era composta di 1 Alcade (il
comandante), 1 Artigliere, 4 Soldati.
Torre Senzillas, torre media per difesa leggera dotata di 1
cannone di medio calibro, 1 spingarda, 3 fucili. La guarnigione era composta di
1 Alcade, 1 Artigliere, 2 o 3 Soldati.
Torrezillas, torre d’avvistamento dotata di 1 spingarda, 2
fucili il presidio era garantita da due soldati.
Le torri erano inserite in un sistema di rete comunicativa
tra torre e torre per gli avvistamenti e le segnalazioni, i torrieri avevano in
dotazione cannocchiali trombe e corni marini. Sul terrazzo della torre chiamata
“piazza d’armi” sempre pronte cataste di legna sottile per segnalazioni ottiche
notturne o di fumo per il giorno.
Delle 105 torri censite in vecchi documenti, un buon 25% è stato
distrutto.